Riflessione letteraria sui versi del poeta Abbas Mahmoud Amer(Egitto)
a cura di Francesca Gallello Gabriel Italo Nel Gòmez
Questa poesia, scritta dal poeta egiziano Abbas Mahmoud Amer, è un viaggio emotivo e sensoriale che esplora il conflitto tra il desiderio e la separazione.
Le immagini fortemente evocative, come la trasformazione del vino in veleno e il legame tra il corpo e il cuore, trasmettono un senso di sofferenza e perdita, mescolato con la bellezza di un amore intenso ma travagliato.
Il poeta esprime, attraverso il ricordo e l’immagine della sua amata, un’emozione che trascende il tempo e lo spazio,
portando alla riflessione sul distacco e sull'impossibilità di lasciar andare ciò che è stato.
È GIUSTO PER NOI IL DISTACCO?
Ogni volta che sento la mancanza della mia amata,
la passione esplode come un fuoco,
e tra la cenere si sussurrano le fiamme.
Ogni sorso del tuo vino,
era una sbornia che mi indeboliva giorno e notte.
Zoppicavo nel giardino dei tuoi occhi,
senza dormire,
ma abbracciato dalla tua presenza.
Bevevo il veleno come fosse miele,
dalla tua lingua di miele,
mi scioglievo nel calice della notte e della neve,
mi agitavo fino all’alba.
Strappavo il sole con i baci,
dal suo incanto bruciante,
e il calore traboccava con il lamento,
nel sudore del maledetto calice.
Ma è un sentimento che è svanito,
un punto luminoso,
nel viso del tempo,
che lotta contro le tenebre e l’oblio.
Ricordo, tornerà?
Il calice è vuoto,
non rimane che la tua lingua che mi ha incantato,
mi ha fatto assaporare l’amaro,
quando il bianco della neve mi avvolgeva
nelle mie danze,
nei miei baci.
La circolazione del sangue si è congelata nelle mie membra,
mi irrigidivo su una montagna di sale,
nelle tue spiagge salate.
E la mia nuvola che tremava,
è caduta come pioggia
nel rifugio della tua farfalla,
si è dissolta nella tua terra,
per irrigare la tua sete con i tuoi semi,
nell'ultimo abbraccio.
È giusto per noi il distacco?
Poeta: Abbas Mahmoud Amer
Egitto
هَلْ يَلِيقُ بِنَا الوِدَاعْ ؟
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للشاعر.عباس محمود عامر
"مصر"
كُلَّمَا أَشْتَاقُ حَبِيبَتِي
يَثُورُ الشَّوْقُ نَارًا
وفِي الرَّمَادِ يَتَخَافَتُ اللَّهَبْ
كُلُّ رَشْفَةٍ مِنْ خَمْرِكِ
كَانَتْ ثُمَالاً أَنْحَلَنِي لَيْلَ نَهَارْ
أَتَرَنَّحُ فِي سَاحَةِ عَيْنَيْكِ
لَا أُنَامْ
بَلْ أُضَامْ
كُنْتُ أَرْشِفُ السُّمَّ شَهْدَاً
مِنْ لِسَانِكِ الْعَسَلِيْ
أَذُوبُ فِي كَأْسِ اللَّيْلِ وَالثَّلْجِ
أَهْتَاجُ حَتَّى مَطْلَعِ الْفَجْرِ
أَمَزِقُ الشَّمْسَ بِالْقُبُلِ
مِنْ صَهْدِهَا الخَلاَّبْ
فَاضَ الحَمِيمُ بالأَنِينْ
فِي رَغْوَةِ الكَأْسِ اللَّعِينْ
لَكِنَّهُ شُعُورٌ مَضَى
بُقْعَةً بِلَوْنِ الضَّوْءِ
فِي سَحْنَةِ الزَّمَنْ
تُغَالِبُ الظَّلَامَ والنِّسْيَانْ
ذِكْرَى هَلْ تَعُودْ ؟
فَرَغَ الْكَأْسُ مَاتَبَقَّى
سِوَى لِسَانِكِ الَّذِي بَهَرَنِي
أَذَاقَنِي طَعْمَ المَرَارْ
حِينَمَا لَفَّنِي بَيَاضُ الثَّلْجِ
فِي رَقَصَاتِي
فِي قُبْـلَاتِي
تَجَمَّدَتْ دَوْرَةُ الدَّمِ فِي أَوْصَالِي
أَتَصَلَّبُ عَلَى جَبَلٍ مِنَ الْمِلْحِ
فِي شَوَاطِئِكِ الْمَالِحَةْ
وَغَيْمَتِي الَّتِي انْتَفَضَتْ
سَقَطَتْ مَطَرًا
فِي انْقِبَاضِ فرَاشَتِكِ
تَبَخَّرَتْ فِي أَرْضِكِ
لتَرْوِي بِذُورَكِ الْعَطْشَ
فِي آخِرِ عِنَاقْ
هَلْ يَلِيقُ بِنَا الوِدَاعْ ..؟
الشاعر.عباس محمود عامر
"مصر"
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