ZYRA AHMETAJ - ALBANIA
Zyra Ahmetaj è una scrittrice albanese, nata il 25 aprile 1956 in un piccolo paese chiamato Kepenik, località di Bytyç, provincia di Tropoje. Ha finite le scuole medie e superiori a Tropoje. Quando aspettava di andare a studiare all'università, nella sua vita fu un momento drammatico che spezzò i suoi sogni. Mentre tornava con i suoi compagni di scuola da un mese di lavoro volontario per la costruzione dello stabilimento di siderurgia di Elbasan succede un grave incidente automobilistico. Zyra ebbe danni irreparabili nella colona vertebrale, costretta a stare per il resto della vita nella sedia a rotelle.
Ma lei non s'arrese mai. Voleva portare avanti i suoi sogni di studiare e di scrivere poesie. I libri sono stati e sono tuttora i suoi migliori amici. In modo autodidattico ha imparato anche la lingua inglese.
Ha scritto e pubblicato molti libri di poesie. Alcuni titoli sono: “Volano gli angeli”, “Il nostro alfabeto”, “Il Plis albanese”, “Colori di gennaio”, “Il castello nella valle” ecc. Ha pubblicato poesie nei diversi giornali albanesi e ha vinto alcuni premi importanti.
E' un' instancabile attivista, eletta nella direzione dell'associazione Para e Tetraplegica di regione Kukes. E'stata proclamata “L'orgoglio della città di Bajram Curri” e cittadina onoraria di comune di Tropoje. Ha creato un gruppo di folk con il quale ha vinto il secondo premio nel festival folkloristico organizzato dalla Chiesa Ortodossa d'Albania.
AMORE BIO
Un amico, arrabbiato
mi disse:
-Hai un innamoramento selvaggio!
Che bel complimento...
Vuol dire, il mio è un amore bio,
senza elaborazioni e trucchi.
VOLANO GLI ANGELI
Sfinita si alza madre Kosovo
con il corpo che brucia in fiamme,
con le ferite che colano sangue,
e le piaghe ghiacciate.
Piange e s'inchina sulle culle
dei bambini uccisi.
-Oooh, povera me per questi bimbi
appena nati, senza colpe,
la terra è fredda, umida,
ma la terra anche brucia,
Dimmi come,
come posso seppellire questi corpicini teneri?
Sono angeli,
volano verso il cielo
dimostrando al mondo intero
la lacrima gelata sui visi,
il sangue gelato sulle ferite.
Le labbra che cercavano il seno della madre
testimoniano
che hanno ricevuto solo proiettili.
Sono angeli,
nipoti di Madre Teresa,
volano verso il cielo,
volano.
Le prime immagini che presero dal mondo
furono:
Le fiamme sulla madre patria,
i terribili carri armati,
che seminano morte dappertutto,
i volti dei serbi,
massacratori feroci.
Volano gli angeli
sulle ali di aquile verso il cielo,
sulle loro ali portano
il vento della libertà.
Gridano gli angeli:
Alt!
Qui è il Kosovo!
Qui è l'Albania!
Mani in alto!
Siamo noi
i loro angeli custodi!
OGGI NESSUNO BUSSÒ ALLA MIA PORTA
Oggi nessuno bussò alla mia porta,
anche la pioggia che bagnò le mie finestre
scivolò pentito, in silenzio, senza rumore,
stette fuori, andò ad dissetare la terra.
Entrò di nascosto la furtiva solitudine,
fingendo di voler farmi compagnia,
io non diedi importanza a quella ville
furono gli amici a cacciarla via.
Vennero col piacere da ogni angolo del mondo,
coi regali, foto, sorrisi poesie,
ringraziai la tecnologia che me li porta vicino,
li abbracciai tutti e non ero più sola.