Saturno Magazine, Articolo: LA MISTERIOSA STORIA DI AZZURRINA

LA MISTERIOSA STORIA DI AZZURRINA

Il Mistero di Guendalina, detta Azzurrina

Nel 1370, nel  cuore della Romagna, in un piccolo borgo intriso di tradizioni e leggende, si racconta la storia di Guendalina, una bambina albina il cui destino fu segnato da un mistero tanto affascinante quanto doloroso.

Guendalina era la sola figlia di Giovanni e Elisabetta, una coppia rispettata e amata nella comunità. Giovanni, feudatario di Montebello di Toriana, uomo di grande integrità e cuore generoso, faceva di tutto per proteggere la sua bambina, mentre Elisabetta, dal passato avvolto nel mistero, nutriva la convinzione che la loro figlia portasse in sé un marchio del destino. Fin dalla nascita, Guendalina si distingueva per la sua pelle candida e per quei lunghi capelli che, a dispetto delle più comuni tinture, assumevano un intenso e irreale tono blu ogni qualvolta venivano trattati: un fenomeno che i genitori interpretavano sia come un dono, sia come l'emblema di una maledizione incombente.

Convinti che quell’aspetto così unico potesse attirare sguardi invidiosi e crudeli, Giovanni ed Elisabetta decisero di proteggere Guendalina isolandola dal mondo esterno. La famiglia viveva in una villa d’epoca, immersa in un paesaggio che sembrava uscito da una fiaba, ma che celava dietro la sua bellezza un senso di inquietudine. La casa, adornata da affreschi antichi e da mobili d’epoca, divenne un rifugio sicuro ma anche una prigione dorata per la piccola, che conosceva solo il calore degli sguardi protettivi dei genitori e la monotonia dei corridoi silenziosi.

Una domenica pomeriggio, quando la luce del sole penetrava timidamente attraverso le vecchie finestre di vetro colorato, Guendalina trovò la sua unica compagna di gioco: una vecchia palla di cuoio, logora e consumata dal tempo. Con lo spirito libero di una bambina, decise di giocare per pochi istanti fuori dalle rigide regole imposte dall’isolamento. Ma in quell’istante fugace, mentre rincorreva la palla tra le stanze della villa, accadde l’inimmaginabile: la bambina scomparve nel nulla, come se un invisibile vortice l’avesse risucchiata via.

La sparizione di Guendalina gettò la villa e l’intero borgo in un silenzio carico di angoscia. I giorni si trasformarono in settimane e le ricerche non produssero alcuna traccia: né impronte, né indizi, se non il ricordo di un bagliore blu, avvistato da alcuni abitanti nelle fredde notti d’inverno. Questo bagliore, che pareva emanare dai corridoi oscuri della villa, fu interpretato da molti come lo spirito della bambina, intento a tornare tra chi ancora sperava di rivederla.

Con il passare degli anni, la figura di Guendalina, detta Azzurrina per via dei suoi capelli blu, divenne leggenda. La sua storia fu tramandata di generazione in generazione, evocando riflessioni sul destino, sul mistero dell’esistenza e sulla sottile linea tra il dono e la maledizione. Le indagini ufficiali non riuscirono mai a svelare il segreto della sua sparizione, lasciando aperta una porta sull’ignoto che ancora oggi affascina e tormenta la mente degli abitanti della Romagna.

La storia di Guendalina rimane uno degli enigmi più toccanti e inspiegabili della nostra memoria collettiva. Il suo destino, sospeso tra la luce e l’oscurità, continua a essere narrato attorno ai fuochi e nelle serate d’inverno, ricordandoci quanto la vita possa essere fragile e quanto, a volte, il mistero si insinui nei luoghi più insospettabili. La bambina dal manto d’acqua e cielo, ormai leggendaria, vive in ogni sussurro e in ogni bagliore blu, simbolo eterno di un enigma che il tempo non è riuscito a cancellare.

 

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